Rita Pavone - Datemi un martello
Veloce, fugace, secco e diretto. Siamo quasi alle ferie, il lavoro è tanto e le energie sono poche: ecco perché siamo spariti. Tranquilli, però. Vi lascio un pegno del rinnovato vigore che avremo a settembre analizzando un classico dell'Immondizia made in Italy.
Parliamo ovviamente di Rita Giamburrasca Pavone, antipaticissima ragazza della porta accanto dotata di vocino fastidioso e zeppo di birignao. L'elemento antipatifero (passatemela) è rappresentato dall'atteggiamento da mascalzoncella legalizzata che la nostra (anzi, la vostra) assume in gioventù. La Pavone a 17/18 anni (siamo appena usciti dagli anni beat) sembra una discola undicenne, una birbantella con 'Licenza di Marachella' conferita direttamente dal Babbo (Babbo, e non papà: più familistico). Una bricconcella underage che esce dai binari del rigore collegiale dietro consenso e bonaria concessione dell'autorità costituita. King marcia su Washington, e questa porta la gioiosa rivolta istituzionale dei bimbi vestiti da marinaretto entro le pieghe del gonnellone materno.
Vediamo come Rita Revolucion Pavone esprime il malessere di una fetta consistente di finti bimbi repressi
Un martello... Vabbèh...
Che cosa ne vuoi fare?
Le voci 'dietro' hanno la dignità di un coro greco (quasi)
Lo voglio dare in testa
Mi piacerebbe pensare che questo linguaggio desueto (e credo lo fosse anche allora) sia una licenza poetica, ma invece temo che parlare un Italiano più demotico sarebbe stato troppo per il Babbo. Marachelle si, esagerazioni no
A chi non mi va, sì sì sì,
Si si si! Ci sarebbe stato bene un 'cazzo', ma... Vedi sopra...
A quella smorfiosa
Negli anni sessanta, tra le pieghe del gonnellone materno, le zoccole si chiamavano così: smorfiose.
Con gli occhi dipinti
Una esotica Semiramide, nzomma...
Che tutti quanti fan ballare
Lasciandomi a guardare
Se tu a 19 anni non fossi vestita da Gianburrasca, dimostrando quattro anni potresti magari ottenere qualche successo in più, non credi? Va bene che la rivoluzione della marachella non deroga neanche un millimetro alla gonna, ma è inutile che ti lamenti: non è colpa della Messalina in questione, ma di tuo padre.
Che rabbia mi fa
Che rabbia mi fa
Inquietante: ti fa rabbia e le sfasceresti la testa. A me la gente così fa una certa impressione.
Datemi un martello.
Che cosa ne vuoi fare?
Lo voglio dare in testa
A chi non mi va, eh eh eh
Che rabbia mi fa
Inquietante: ti fa rabbia e le sfasceresti la testa. A me la gente così fa una certa impressione.
Datemi un martello.
Che cosa ne vuoi fare?
Lo voglio dare in testa
A chi non mi va, eh eh eh
Abbiamo capito l'antifona. La rivoluzione istituzionale non è abbastanza per sfogare la repressa ggggioventù di Rita Scolaretto Pavone, e la povera impazzisce, divenendo la sociopatica preferita dai fan di Carosello
A tutte le coppie
Che stano appiccicate,
Che vogliono le luci spente
E le canzoni lente,
Che noia mi dà, che noia mi dà
Cioè, scusa. Ste smancerie ti danno noia, ma se la già menzionata Cleopatra de noartri non esistesse ed i capelloni sexy facessero ballare anche te... Come dire... Ti starebbero bene eh? Adesso, io non voglio insinuare troppo, ma questa canzone la Pavinchia (Pavone della minchia, mica come la Mamma di Lovely Rita?) la canta a 17 anni mentre la successione dei versi sin qui esposta denota l'atteggiamento di una tredicenne se va bene. Sono due le cose: o nel 62 a diciassette anni giocavano ancora con le bambole, o sto pezzo mi puzza di 'confezione' per casalinghe di voghera
E datemi un martello.
Che cosa ne vuoi fare?
Per rompere il telefono
L'adopererò perché sì!
E qui la maestra di quinta elementare di Rita si becca i lucciconi. Sembra un tema di Italiano corretto dalla censura Fascista e pubblicato su "Progressi del piccolo balilla"
Tra pochi minuti
Mi chiamerà la mamma,
Il babbo ormai sta per tornare,
A casa devo andare, ufa, Che voglia ne ho, no no no, che voglia ne ho
Mi chiamerà la mamma,
Il babbo ormai sta per tornare,
A casa devo andare, ufa, Che voglia ne ho, no no no, che voglia ne ho
In discoteca alle quattro del pomeriggio... Non nego che fosse plausibile nella Torino del 1962, ma che tristessen. Che poi dico io: i tuoi ti fanno andare in TV a seppellire la tua dignità, ma non ti fanno stare a ballare il ballo del mattone (sic!) fino alle sei di sera? Ben strani...
Un colpo sulla testa
A chi non è dei nostri
A chi non è dei nostri
Eia eia la la la! Eliminazione fisica dell'opposizione. Sembra il braccio armato del regime dei ggggiovani, e sembra avere undici anni. Credo che Tarantino si sia ispirato a lei, per il personaggio di Gogo Yubari
E così la nostra festa
Più bella sarà.
Più bella sarà.
Sai che bello: tu ed i tuoi amici in camicia nera e fez che ballate lo swing scivolando sul sangue delle vittime ammazzate a martellate sulla pista da ballo. Che bello. Si si
Saremo noi soli
E saremo tutti amici:
Qui la scolaretta ha sbroccato. Cambio veloce. dal Marinaretto alla Camicia di Forza. Bava alla bocca, sguardo assassino e nenie di Paul Anka sussurrate in isolamento
Faremo insieme i nostri balli
Il surf il hully gully
Che forza sarà...
Il surf il hully gully
Che forza sarà...
Questa non la commento: m'ha scorato di tristezza...
Bene, come di consueto, beccatevi il video di questa purcheria stratosferica con tanto di "ciù ciù raaaa" e gorgheggi vari








